1939 VENEZIA Lettera dell'Avvocato Alberto Musatti su Leggi Razziali *AUTOGRAFO

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In questa drammatica missiva confidenziale, l'avvocato veneziano Alberto Musatti si rivolge a un corrispondente fidato per sollecitare un intervento tempestivo riguardo a una sua pratica bloccata in Prefettura, i cui controlli mattutini hanno dato esito negativo ("la mia pratica non è arrivata"). Il documento rappresenta una preziosa testimonianza diretta della macchina burocratica fascista all'indomani dell'introduzione delle leggi razziali del 1938. Spedita nel maggio del 1939, la lettera fotografa le settimane immediatamente precedenti all'emanazione della Legge n. 1054 (giugno 1939), che avrebbe sancito la definitiva espulsione dei professionisti ebrei dagli albi professionali. Musatti, ex combattente decorato e nazionalista della prima ora, si ritrova stritolato dalla discriminazione del regime e denuncia il logorante stallo burocratico definendolo ironicamente con l'espressione dialettale veneta "questa storia de sior Intento" (metafora popolare per indicare una vicenda infinita che ricomincia sempre daccapo senza mai concludersi). L'autore sottolinea come questo limbo lo stia "pregiudicando seriamente professionalmente" a ridosso di una imminente scadenza fissata al giorno 12. Nel disperato tentativo di sbloccare la propria posizione lavorativa, propone di telegrafare a un influente contatto comune chiamato "Roberto". Nel contesto delle reti di influenza dell'epoca, i candidati storicamente più probabili dietro questo nome sono:

Roberto Farinacci: potente gerarca fascista e avvocato, noto per concedere talvolta tutele, eccezioni o favoritismi personali a colleghi e vecchie conoscenze, aggirando le rigide maglie ministeriali.

Roberto Forges Davanzati: influente giornalista e politico, esponente di spicco del nazionalismo italiano con cui Musatti aveva condiviso la militanza nell'Associazione Nazionalista Italiana (ANI) prima della fusione con il Partito Nazionale Fascista.

La lettera si conclude con un accorato appello al destinatario affinché lo aiuti "con tutta franchezza" ad andarne a capo, facendo leva su un solido legame di amicizia in grado di comprendere la gravità del momento.



CONDIZIONI: G (piegature d'epoca)

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