1932 Roma LAPIDE ARMANDO CASALINI Camera dei deputati

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18 novembre 1932
Roma - Camera dei deputati
INAUGURAZIONE LAPIDE AD ARMANDO CASALINI

Vera fotografia d'epoca con nota dattiloscritta al verso:

"Lapide in memoria di Armando Casalini, inaugurata oggi dal Duce."

Istituto Nazionale Luce - Roma

Vera fotografia d'epoca, originale, autentica.

Nota del contestualizzatore:
Armando Casalini (Forlì, 1883 - Roma, 12 settembre 1924) è stato un politico italiano, già deputato fascista.
Repubblicano, fu amico di Pietro Nenni e partecipò alle proteste politiche e sociali del giugno 1914 culminate nella Settimana rossa. Segretario del Partito Repubblicano dal luglio 1916 all'aprile del 1920, dopo la costituzione dei Fasci di combattimento si avvicinò alle posizioni di Mussolini: nel 1922 lasciò il partito fondando l'organizzazione filofascista Unione Mazziniana, e nel 1924, candidato nel cosiddetto listone fascista, fu eletto al Parlamento.
Nominato vicesegretario generale delle Corporazioni, fu assassinato in un tram a Roma con tre colpi di rivoltella da un certo Giovanni Corvi, che dichiarò di aver voluto vendicare così la morte di Giacomo Matteotti.




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18 novembre 1932
Roma - Camera dei deputati
INAUGURAZIONE LAPIDE AD ARMANDO CASALINI

Vera fotografia d'epoca con nota dattiloscritta al verso:

"Lapide in memoria di Armando Casalini, inaugurata oggi dal Duce."

Istituto Nazionale Luce - Roma

Vera fotografia d'epoca, originale, autentica.

Nota del contestualizzatore:
Armando Casalini (Forlì, 1883 - Roma, 12 settembre 1924) è stato un politico italiano, già deputato fascista.
Repubblicano, fu amico di Pietro Nenni e partecipò alle proteste politiche e sociali del giugno 1914 culminate nella Settimana rossa. Segretario del Partito Repubblicano dal luglio 1916 all'aprile del 1920, dopo la costituzione dei Fasci di combattimento si avvicinò alle posizioni di Mussolini: nel 1922 lasciò il partito fondando l'organizzazione filofascista Unione Mazziniana, e nel 1924, candidato nel cosiddetto listone fascista, fu eletto al Parlamento.
Nominato vicesegretario generale delle Corporazioni, fu assassinato in un tram a Roma con tre colpi di rivoltella da un certo Giovanni Corvi, che dichiarò di aver voluto vendicare così la morte di Giacomo Matteotti.